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IL PADEL È UNO SPORT DIVERTENTE, MA ATTENZIONE ALLE ARTICOLAZIONI - LA PROLOTERAPIA PUÒ ESSERE UN VALIDO TRATTAMENTO

Il Padel è uno sport sempre più popolare che combina elementi di tennis e dello squash. Tuttavia, come in molti sport, si corre sempre il rischio di avere infortuni, specialmente al polso. La Proloterapia si dimostra un valido trattamento.

In questo articolo, esamineremo le cause di alcuni  infortuni al polso nel Padel, le strategie per prevenirli e le opzioni di trattamento disponibili. Nel Padel le diverse cause che possono scatenare degli infortuni sono svariate. Partendo dall’aspetto biomeccanico, i movimenti ripetuti durante una partita possono mettere sotto stress il polso, come colpire la palla con la racchetta in modo errato o afferrare il manico con una presa non ergonomica. Questo può portare a un sovraccarico delle strutture tendinee e legamentose del polso date anche dal forte impatto della racchetta con la pallina. 

Un altro aspetto molto importante da tenere in conto è la tecnica, afferma il maestro argentino Lucas, che se non è ottimale può aumentare drasticamente il rischio di infortuni al polso.

Ad esempio, una presa scorretta sulla racchetta può generare tanti micro-traumi ripetuti su polso e gomito, specialmente se il colpo viene effettuato al volo: la cosiddetta volée. Diventa quindi fondamentale, prima di eseguire attività ad alta intensità, rivolgersi ad un maestro per curare l’aspetto tecnico per ottimizzare al meglio l’impatto della pallina sulla racchetta, dissipando la forza con l’ausilio di tutto il corpo. 


IMPORTANTE IL RISCALDAMENTO

Saltare il riscaldamento prima di una partita o di un allenamento è un errore molto comune tra i giocatori di Padel, che dovrebbe prevedere allungamenti balistici e leggera attivazione muscolare per preparare i tessuti all'attività fisica intensa, ed evitare così crampi o addirittura lesioni. Nel caso del polso è importante eseguire movimenti di flesso-estensione, apertura e chiusura e di circonduzione dell’articolazione e preparare la muscolatura dell’avambraccio che agisce attivamente sul polso. Secondo il  detto: “prevenire è meglio che curare”,  ecco alcuni consigli utili per abbassare notevolmente il rischio di infortunio.


ALLENAMENTO FUNZIONALE

Integrare alle partite delle sessioni di allenamento funzionale è molto utile a migliorare la forza, la stabilità e la flessibilità del polso, grazie a specifici esercizi nati apposta per le esigenze degli atleti; è importante inoltre ascoltare il proprio corpo e rispettare i segnali di affaticamento o dolore. Se si sperimenta dolore persistente al polso, è consigliabile interrompere l'attività e consultare un medico.Nel caso un dolore si cronicizzi e non veda risoluzione con i metodi classici, occorre una visita specialistica fisiatrica per inquadrare il problema con una corretta diagnosi sia clinica che ecografica  e pianificare un percorso terapeutico multidisciplinare.

I principali problemi a cui il polso può andare incontro sono stiramenti legamentosi ( legamento scafo-lunato, luno-triquetrale, legamenti collaterali  ) e  tendinei , ovvero lesioni dovute a traumatismi ripetuti, che indeboliscono le strutture di contenimento dell’articolazione.

Le terapie per la risoluzione del problema sono la proloterapia combinata con cicli di onde d’urto focali, per attivare processi  rigenerativi e rafforzare i legamenti e i tendini.



Parallelamente occorre esaminare accuratamente la biomeccanica di spalla, gomito e polso tramite sedute di osteopatia, afferma l'osteopata Umberto Colella, e in caso eseguire tecniche articolatorie e rilascio miofasciale per garantire la massima escursione di movimento alle strutture. Successivamente un lavoro fisioterapico andrà a lavorare sulla muscolatura dell’avambraccio per stabilizzare il polso tramite esercizi specifici, tramite l’ausilio di elastici, kettlebell e powerball. 


Luciano Bassani - Fisiatra in Milano

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