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Confronto con altri Trattamenti

Confronto con altre terapie: inquadramento scientifico

Nel trattamento delle patologie muscolo-scheletriche croniche, le diverse opzioni terapeutiche possono essere distinte in base a meccanismo d’azione, obiettivo biologico e durata dell’effetto clinico.

La Proloterapia rientra tra le terapie iniettive rigenerative o pro-riparative, distinguendosi sia dai trattamenti puramente sintomatici sia da quelli chirurgici.

Meccanismo d’azione: differenze fondamentali

Terapie sintomatiche (farmaci, cortisonici)

  • Agiscono prevalentemente su mediatori dell’infiammazione e del dolore

  • Non determinano modificazioni strutturali dei tessuti

  • Effetto clinico tempo-dipendente dalla somministrazione

La differenza chiave non è la “potenza” del trattamento, ma l’obiettivo fisiopatologico.

Terapie rigenerative o biologiche (Proloterapia, PRP)

  • Mirano a stimolare una risposta biologica locale

  • Coinvolgono processi di:

    • proliferazione cellulare

    • rimodellamento del collagene

    • miglioramento della stabilità tissutale

  • Effetto progressivo e cumulativo

Proloterapia vs FANS: evidenza funzionale

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS):

  • riducono il dolore in fase acuta

  • possono interferire con i processi infiammatori necessari alla guarigione tissutale

  • non migliorano la stabilità articolare o la qualità del tessuto connettivo

La Proloterapia:

  • sfrutta una infiammazione controllata

  • mira a un miglioramento della funzione, non solo del dolore

  • viene considerata soprattutto nei quadri cronici o recidivanti

Proloterapia vs infiltrazioni cortisoniche: durata e qualità del risultato

Cortisone

  • Riduzione rapida dei sintomi

  • Meccanismo anti-proliferativo

  • Possibile deterioramento tissutale se ripetuto

Il confronto non è tra “veloce” e “lento”, ma tra controllo del sintomo e adattamento biologico del tessuto.

Proloterapia

  • Nessun effetto anestetico immediato

  • Azione graduale sul tessuto connettivo

  • Miglioramento clinico spesso osservato nel medio-lungo termine

Proloterapia e terapie biologiche: inquadramento comparativo

Nel trattamento dei disturbi muscolo-scheletrici cronici, alcune terapie iniettive mirano a modulare i processi biologici di adattamento e riparazione dei tessuti.

La Proloterapia utilizza stimoli locali controllati per attivare una risposta adattativa del tessuto connettivo ed è generalmente inserita in percorsi conservativi avanzati, in integrazione con altre strategie non invasive.

Proloterapia e fisioterapia: integrazione, non alternativa

Dal punto di vista clinico:

  • la fisioterapia agisce su controllo motorio, forza e mobilità

  • la Proloterapia agisce su strutture passive (legamenti, capsule, entesi)

L’approccio multimodale è oggi considerato uno standard nei disturbi muscolo-scheletrici complessi.

Numerosi protocolli clinici prevedono l’uso combinato:

  • Proloterapia → miglioramento della stabilità

  • Fisioterapia → rieducazione funzionale del movimento

Proloterapia e chirurgia: ruolo nel percorso terapeutico

Dal punto di vista clinico:

  • la chirurgia resta indicata in caso di lesioni strutturali irreversibili

  • la Proloterapia può essere considerata:

    • prima dell’intervento, nei casi selezionati

    • quando l’indicazione chirurgica non è chiara

    • come supporto in programmi conservativi avanzati

In letteratura, viene spesso collocata tra le terapie conservative avanzate, non come alternativa indiscriminata alla chirurgia.

Limiti e considerazioni critiche

Un confronto scientifico corretto richiede anche di esplicitare i limiti:

  • non tutti i pazienti rispondono allo stesso modo

  • la qualità degli studi disponibili è eterogenea

  • l’efficacia dipende fortemente da:

    • selezione del caso

    • esperienza dell’operatore

    • integrazione con altri interventi terapeutici

La Proloterapia non è una soluzione universale, ma uno strumento clinico specifico.

Sintesi scientifica

La Proloterapia si distingue perché:

  • non è una terapia puramente sintomatica

  • non è una procedura chirurgica

  • non sostituisce la valutazione clinica globale

Il suo valore emerge soprattutto quando il dolore è correlato a:

  • instabilità articolare

  • alterazioni del tessuto connettivo

  • fallimento delle terapie conservative tradizionali

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